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Autismo: 5 cose da sapere per combattere i pregiudizi

L’autismo è spesso visto come una malattia da cui guardarsi. Chi ne è soggetto subisce lo scherno e la derisione degli altri. Questa condizione crea problemi nella fase della crescita del bambino.

Molte scuole risultano inadeguate a gestire chi è colpito da questo disturbo, finendo per acuire ancora di più i suoi problemi. È necessario, dunque, sfatare il campo da alcuni pregiudizi che ci si porta dietro. Vediamo quali sono i cinque principali.

Autistico non è sinonimo di pazzo

L’autismo non ha nulla a che vedere con la pazzia, in quanto sono due patologie totalmente differenti. L’autismo è un disturbo del neuro-sviluppo. Chi ne è soggetto ha difficoltà nell’interazione sociale ed è caratterizzato da un deficit della comunicazione verbale e non verbale. Questo provoca ristrettezza d’interessi e comportamenti ripetitivi. Le reali cause di questa patologia, ad oggi, risultano ancora sconosciute. Proprio per la complessità nel fornirne una definizione clinica coerente e unitaria, è recentemente invalso l’uso di parlare più correttamente di disturbi dello spettro autistico.

Estraniarsi dal mondo

Chi è affetto da disturbo dello spettro autistico solitamente ha una maggior sensibilità sensoriale rispetto agli altri individui. Ecco spiegato perchè alcuni di loro, ad esempio, sono ipersensibili ai rumori o a determinati stimoli sensoriali. Il loro non è un caso di estraniamento dalla realtà, ma un diverso modo di percepire alcuni stimoli. Questo aspetto della patologia non deve essere visto per forza con accezione negativa. Infatti, proprio grazie ad essa, molti autistici hanno una maggior predisposizione artistica o scientifica delle persone comuni.

Anaffettività

Fino a poco tempo fa si pensava che chi era affetto dal disturbo dello spettro autistico fosse completamente anaffettivo. Ancora oggi, questa teoria è ancora viva. In realtà, non è così. Gli autistici sono tutt’altro che disinteressati al mondo esterno e alle sue relazioni. Quello che cambia è la loro capacità di esprimerle. Gli autistici non comprendono le convenzioni sociali o la comunicazione paraverbale, ma questo non significa che non provino emozioni.

Senza cura

Niente di più sbagliato. Studi scientifici dimostrano che un intervento comportamentale intensivo è in grado di migliorare le capacità relazionali, comunicative e di autonomia dei ragazzi autistici, favorendone una migliore qualità di vita. Inoltre, alcuni farmaci possono, però, essere utilmente impiegati per contrastare alcuni sintomi legati all’autismo come l’iperattività o l’aggressività.

L’autistico non può essere autonomo

È stato più volte dimostrato il contrario. I bambini che crescono affetti dal disturbo dello spettro autistico possono avere una vita autonoma come chiunque altro. La cosa importante è che vi sia un intervento precoce  sul bambino. Se si comprende subito che il bambino è autistico si aumentano le probabilità di successo della terapia e, conseguentemente, si agevola la sua vita da adulto.

Autore: Redazione
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