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Storia: cinque morti di personaggi che sono avvolte nel mistero

Nella Storia, quella con la “S” maiuscola, vi sono molte verità che rimangono ancora celate. Succede quando il mistero avvolge la fine di alcuni tra i più importanti personaggi che hanno segnato il nostro mondo. Noi ne abbiamo selezionate cinque. Cinque fini inspiegabili su cui, ancora oggi, gli storici dibattono senza esito e su cui si moltiplicano le leggende.

Montezuma

Il sovrano azteco morì per mano del suo popolo o fu assassinato dagli spagnoli? Il suo decesso, avvenuto il 29 giugno 1520, ha molte verità. Quella ufficiale vuoler che sia stato linciato dalla folla, quando si affacciò sul balcone per cercare di calmare il suo popolo in rivolta dopo il “Massacro del Grande Tempio” compiuto dagli spagnoli. Il British Museum ha recentemente rivisto questa teoria, sostenendo che il sovrano non morì per mano del suo popolo ma per mano degli spagnoli, dopo essere stato ridotto in prigionia. Sembra infatti che venne ucciso mediante l’ingestione forzata di oro fuso.

Mozart

 

La morte del compositore è avvolta nel mistero. Le cronache dicono che morì di malattia il 5 dicembre 1791 nella sua casa di Vienna. Ma di quale malattia? Il suo certificato di morte riporta “febbre miliare acuta“, che, però, nella medicina moderna non ha una esatta corrispondenza. Nel tempo sono state avvallate molte ipotesi: dal’avvelenamento da mercurio, alla febbre reumatica, fino alla sifilide. Moti complottisti affermano che fu avvelenato da Salieri. Ancora oggi si dibatte su tale questione.

Edgar Allan Poe

 

Uno dei più grandi scrittori dell’ottocento, precursore del romanzo horror e di quello giallo, morì in circostanze ancora da chiarire. Ufficialmente fu vittima dei suoi stessi abusi. Poe era noto per i suoi eccessi di droga e alcol. La sera del 3 ottobre 1849 lo scrittore fu ritrovato delirante per le strade di Baltimora. Portato all’ospedale Washington College, morì domenica 7 ottobre 1849, alle cinque del mattino. Lo scrittore non fu mai sufficientemente lucido per spiegare cosa accadde. Due fatti spingono a ritenere la sua morte un mistero. Anzitutto gli abiti che indossava al momento del ritrovamento non erano i suoi. In secondo luogo, Poe, invocò più volte il nome “Reynolds”, personaggio ad oggi, ancora non identificato. A partire dal 1872 si ritenne che fosse stato rapito e costretto a bere alcool, per essere sfruttato ripetutamente come “elettore forzato”. Quest’ultima era una pratica comune, nota come “cooping”, in uso nel XIX secolo. Il fatto che non sia stata effettuata autopsia sul cadavere, aumenta il mistero.

Ludovico II di Baviera

 

Il sovrano tedesco morì in circostanze tutte da chiarire il 13 giugno 1886. Quel giorno alle 18:30 il sovrano chiese di poter fare una passeggiata con il dottor Gudden. Il luminare accettò e disse alle guardie di non seguirli. I due uomini furono ritrovati entrambi morti nelle acque del lago di Starberg alle 23:30 del giorno stesso. Il decesso fu classificato come suicidio. Tre giorni prima del decesso, infatti, Ludovico venne ufficialmente dichiarato pazzo dal governo e incapace di esercitare i suoi poteri governativi. Il principe Luitpold venne dichiarato reggente. Proprio il professor Gudden, senza mai vistare il regnante, emise la diagnosi di pazzia. La mattina del 12 giugno, Ludovico fu arrestato e condotto al castello di Berg. Il giorno seguente morì. Il decesso per suicidio non convinse mai, perchè il regnante era un buon nuotatore e l’acqua gli arrivava alla cintola.

Hitler

Morì veramente suicida con un colpo alla testa? Era il 30 aprile 1945 intorno alle 15.30. Il colpo fatale se lo sparò alla tempia destra con la sua Walther PPK. Come parte delle sue ultime volontà, ordinò che il suo corpo venisse portato all’esterno e bruciato e così avvenne. I resti parzialmente carbonizzati di Hitler vennero ritrovati la mattina del 2 maggio 1945 e identificati da uomini del KGB grazie all impronte dell’arcata dentale. Ma fu veramente così?  Quando il Harry Truman chiese a Stalin alla Conferenza di Postdam, nell’agosto del 1945, se Hitler fosse morto, Stalin rispose senza mezzi termini: “No“. Tuttavia, l’11 maggio 1945 i sovietici avevano già confermato attraverso il dentista di Hitler, il decesso del ditatore. Ma erano davvero i suoi i resti che furono rinvenuti?

Autore: Redazione
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