Home » Cultura » Sesso virtuale: quando la voglia di apparire supera la realtà

Sesso virtuale: quando la voglia di apparire supera la realtà

Il sesso virtuale è diventato un vero e proprio problema sociale per chi naviga in rete. Una recente indagine ha dimostrato che, in Italia, su un campione  di 500 persone, il 4% presentava una dipendenza da cyber-sex. Inoltre, lo stesso studio ha messo in evidenza un dato significativo: a differenza della pornografia, che interessa soprattutto gli uomini (80%), il sesso virtuale sembra essere più frequente tra le donne (60%). Questo significa che, contrariamente a quanto si possa pensare, parliamo di due fenomeni distinti.

Sesso virtuale: il business delle app

Secondo un’inchiesta di Repubblica, ogni giorno quasi 9 milioni di italiani si contattano attraverso i loro smartphone alimentando un giro di affari che in Europa supera i 22 miliardi di euro. Attualmente, l’app di sesso virtuale più diffusa è Tinder. Utilizzata in 196 paesi del mondo, genera un traffico di 26 milioni di match al giorno per un totale di quasi 10 miliardi di connessioni dal 2012, anno della fondazione in California, e 1,6 miliardi di “swipe”.

Ma come funziona Tinder? Semplice: viene offerta una carrellata continua di foto di uomini e donne disponibili e vicini, in base alla geolocalizzazione. Scorrendo il dito verso destra, (azione detta “swippare”), si indica il gradimento. Se, invece, si scorre verso sinistra si cancella il candidato. In caso di interesse reciproco si accede alla chat. L’iscrizione avviene tramite il profilo Facebook così da poter segnalare amicizie e interessi in comune, ma l’azione non è tracciabile sul social network.

Fare sesso senza muoversi da casa

Cosa spinge verso il sesso virtuale? Da una parte la paura della delusione derivata dagli incontri dal vivo, dall’altra l’incapacità di approcciarsi senza l’utilizzo di uno schermo davanti. Il fatto che questo tipo di app sia utilizzato da un numero maggiori di donne, deve far riflettere. Il sesso femminile, infatti, è più bravo nell’attività di “promozione della propria figura”, attraverso le foto. L’uomo, invece, cerca più che altro di far valere il proprio status sociale, dando un’idea di sicurezza e benessere economico perchè pensa sia quello che maggiormente attrae le donne. Questo diverso tipo di approccio, genera, però, delle conseguenze: sempre secondo Repubblica, la gente che utilizza Tinder in Italia, preferisce swippare piuttosto che incontrare di persona i candidati. Questo significa che l’assuefazione da internet ha la meglio sulla voglia di conoscere e toccare con mano.

Sesso 3d

Sesso virtuale non vuol dire solo chat, però, ma anche sesso simulato. Recentemente, tre aziende della Silicon Valley, RealDollLovense e CamSoda. hanno unito le proprie spficità per mettere a punto la più sofisticata e complessa versione di sesso a distanza. In pratica, hanno costruito una superbambola con parti anatomiche che si collegano tramite smartphone ai sex toys in dotazione. Gli occhiali per la realtà virtuale in dotazione completano il quadro permettendo di immergersi in un ambiente virtuale e di provare le stesse sensazioni n un incontro tra persone in carne e ossa. Sarà veramente così? I primi risultati non sono stati incoraggianti, però la strada sembra tracciata. Nell’epoca dell’immagine, “apparire” sembra avere la meglio sul reale.

 

Autore: Redazione
Tags

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.