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Il mobile gaming e le nuove frontiere dei casinò online

I punti esclamativi superano di gran lunga i punti di domanda: ormai per entrare nel circuito del gioco d’azzardo non si fa più fatica, a patto che ovviamente si sia maggiorenni. Pensateci: le scommesse sportive, una serata passata al casinò. Magari anche una puntata sui tre numeri che la nonna ha sognato ne primo pomeriggio. Insomma, la crescita è costante. E il mondo online non ha fatto altro che aumentare le chance di gioco, portandocelo praticamente a casa nostra.

Ovviamente, le tendenze si sprecano come in ogni fenomeno di massa. E ovviamente, bisogna mettersi al passo coi tempi: i players sono sempre più giovani, esigenti, vogliosi di fare. Poi chiaro: determinati aspetti della ludopatia restano, però il settore è in continua evoluzione tra mobile, Virtual Reality e… Bitcoin! Sì, proprio loro: oggi l’industria del gioco accetta diversi pagamenti, anche in questi particolari ma per ora redditizi termini. È una continua evoluzione, che non accenna a fermarsi

La differenza, in questo momento, la fanno i cellulari: perché il mobile gaming è il futuro dello stesso gioco d’azzardo. E sarà anche un qualcosa di scontato, ma come tutte le robe scontate è profondamente vera. I dispositivi mobili sono infatti alla mercé di tutti e tutti hanno possibilità di sfruttarlo in termini di gambling: la vita quotidiana è profondamente segnata dallo smartphone, i tempi si allungano al cellulare e così anche la chance di cadere in qualche ‘tranello’ da giocatore. Il pericolo dell’ozio è sempre tentatore, oggi addirittura dietro l’angolo.

Orde di sviluppatori sono stati contattati dai vertici aziendali dei migliori casino online AAMS : prima hanno stilato un rapporto fisico sulla possibilità di rivolgersi costantemente ad internet, quindi sono passati direttamente al mondo online, con un numero anche di operatori e fornitori che ormai ha quasi superato ogni previsione. Cosa fanno? Ampliano l’offerta dei giochi, mantenendone la natura ludopatica intatta, per intrattenere i vecchi clienti e soprattutto prenderne sempre più nuovi e più disparati con esigenze diverse.

Il ‘Global Online Gambling annd Betting Market’ è uno studio del 2014. Perché è importante, parte uno: aveva teorizzato che nel 2018 il settore sarebbe cresciuto ben oltre il 40%, con numeri che avrebbero sconvolto totalmente il mercato del gioco d’azzardo. Addirittura, attraverso il solo circuito mobile si sarebbero raggiunti valori di circa 100 miliardi di dollari. Perché è importante, parte due: i primi risultati hanno fatto emergere che gli stessi dispositivi mobile sono praticamente i più utilizzati per accedere ai siti di gioco. La crescita dell’azzardo online ha allora consolidato definitivamente le società che offrono proprio questo servizio, ossia consulenze e creazioni di iGaming. Alcuni siti, infine, hanno registrato importanti ricavi grazie proprio ai proventi da direzione mobile.

Sia chiaro: ci sono altri mille fattori, dalla tendenza di acquisizioni di società di gioco online, alle fusioni delle stesse. Senza far nomi: in Europa il mercato è diventato immenso, il gioco online ha addirittura costretto Regno Unito, Francia, Spagna e Italia a regolamentare questo piccolo grande fenomeno. Era necessario, strettamente necessario.

E a dirlo è anche lo studio di Juniper Research: lo storico della ricerca ha infatti evidenziato la crescita del gioco online nei prossimi 5 anni, e ha trovato casi incredibili. Pare infatti che ci siano dei fattori fondamentali ai fini di questa repentina crescita: il primo è correlato al continuo scaricare e creare applicazioni; il secondo è legato all’aumentare dell’efficienza di internet sui dispositivi mobili. Dal 3G ‘a due tacche’ fino al possibile – e già reale – 5G. Poi il Wi-Fi, la fibra, la connessione veloce praticamente ovunque.

Di seguito c’è la tendenza alla fornitura delle opzioni di gioco: gli operatori offrono tantissimi servizi tramite i propri siti di gioco. Juniper Research ha stimato qualcosa come 553 miliardi di dollari di sole puntate a fine 2017. Tra quattro anni praticamente il doppio, garantito.

Giocare online, dunque, produce tanti profitti: ma solo per chi si occupa specificamente del settore. E tanto ha investito una grossa azienda americana sulla VR, la Virtual Reality: una tecnologia che si consta di cuffie speciali, che spesso s’avvolge di ambienti e spazi fisici che aiutano a calarsi nella realtà proiettata dal marchingegno. È il futuro, e la continua domanda lo dimostra: gli stessi analisti della JR hanno sostenuto fortemente che questa tecnologia resterà utilissima per l’industria, in quanto favorirà il continuo coinvolgimento di clienti.

Esempio palese è SlotsMilion: è il primo casinò totalmente VR, e il tutto si è svolto seguendo una ricerca dalla quale è emerso che il 92% delle persone coinvolte conoscevano il significato di Virtual Reality. Di queste – e perdonateci se diamo un po’ i numeri – il 23% ha avuto successo nel gioco. L’età? Dai 18 ai 34 anni, dunque molto giovane. Solo il 10% degli over 55 ha provato davvero la VR, oltre la metà del totale ha detto di essere interessato al gioco. Ma il 30% l’aveva già provato: ergo, è ormai una realtà nuda, cruda, coi suoi pro e i suoi contro.

Altri numeri significativi: 171 milioni di persone useranno la VR nel 2018, per ricavi che hanno sfiorato i 4 miliardi e mezzo di dollari a fine 2017. Totale della crescita? Tremila percento. Ripetiamo: tremila percento. Più clamoroso del numero di persone che compreranno nel prossimo futuro prodotti di Virtual Reality: 28 milioni.

La vera novità consiste però nella possibilità di usare la moneta elettronica Bitcoin, creata da Satoshi Nakamoto nel 2009. In cosa consiste: è una criptovaluta peer-to-peer, ossia un metodo di pagamento ormai molto conosciuto e già utilizzato da diversi siti web. Una sorta di deposito crediti che è basato sul protocollo standardizzato del proof-of-work, un sistema che ha dei dati distribuiti da una rete composta da diversi nodi. Sono questi ultimi che tracciano le transazioni.

Col passare del tempo, tra alti e bassi, i bitcoin sono praticamente diventati un’icona tra le forme di pagamento: gli stessi casinò oggi li accettano ben volentieri, consci della potenza della valuta. Per effettuare un deposito si convertono semplicemente i bitcoin in una valuta standard e lo stesso deposito viene elaborato a mo’ di portafogli elettronico, o anche come carta di debito.

Quali sono i vantaggi? Le transazioni sui siti di casinò: non hai fornitori terzi, e poi i tuoi dati personali e finanziari restano sicuri, sani e salvi. Non c’è problema nel verificare l’addebito preso dagli utenti delle carte di credito, infine puoi utilizzare la criptovaluta anche laddove le istituzioni bancarie non fanno transazioni. Comodo, così come i depositi e i prelievi: immediati e senza tassazione.

Certo, non è sempre tutto rose e fiori: altrimenti avrebbe scalzato qualsiasi classifica. Tra i casinò che accettano questo tipo di valuta, molti non sono autorizzati dagli stessi enti che regolano le giurisdizioni in cui lavorano. Che vuol dire: sicurezza e integrità non sono garantite. E’ come essere continuamente quotati in borsa: sali e scendi, senza possibilità di controllo immediato. Che nel mondo del gioco d’azzardo non è affatto un bene. NetBet però è stato un precursore: ha accettato subito i bitcoin sfruttando il sistema di pagamento Bitpay, che lavora a braccetto con un operatore che regola le esigenze dell’ente e del giocatore.

La UK Gambling Association, del resto, fa scuola: è un chiaro esempio di come si voglia dare agli operatori una sorta di potere, come se fossero le autorità che regolamentano – più o meno in modo flessibile – le ultime tendenze del gioco d’azzardo online. Una missione possibile: basta tenersi costantemente sul pezzo.

Autore: Redazione
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