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L’autotrapianto di capelli ha funzioni terapeutiche. Turchia la metà più economica in Europa

Quando si parla di alopecia androgenetica non è sempre noto che si sta parlando di una malattia che spesso può risultare invalidante per i soggetti che ne sono affetti. Tale invalidità è determinata da un senso di insicurezza nei confronti della società che non permette all’individuo di rapportarsi correttamente con gli altri. Ne deriva una sorta di ossessione che porta a non cercare più rapporti sociali chiudendosi ed a volte anche ammalandosi di depressione.

Per far fronte a questo disagio sempre più uomini e donne si rivolgono a cliniche specializzate in autotrapianto di capello.

Ma i costi di tale intervento sono abbastanza elevati e così è aumentata la tendenza al turismo medico che dopo l’Albania per le cure dentali, vede affermarsi la Turchia per gli interventi di trapianto dei capelli. I dati parlano di circa 340.000 cittadini italiani che scelgono di farsi curare oltre il confine. Le ragioni di questo espatrio sono da ricercare esclusivamente nell’ambito dei costi che risultano essere notevolmente più bassi rispetto a quelli applicati dalle cliniche italiane. In particolare, chi opera il trapianto di capelli in Turchia giustifica l’abbattimento dei costi con la presenza di sovvenzionamenti forniti da parte del governo turco oltre ai minori costi di tenuta del personale ed alla numerosa concorrenza che determina una guerra dei prezzi con conseguente abbassamento.

Ma sull’intervento di trapianto dei capelli è importante sapere che non tutti sono candidati idonei e che la clinica scelta sottoporrà il candidato ad una serie di analisi relative a stabilirne la fattibilità. Il primo fattore da valutare in un paziente che richiede di effettuare un autotrapianto di capelli è indubbiamente lo stato di salute generale che potrebbe, in caso di malattie non dichiarate, compromettere la riuscita dell’operazione.

Un altro elemento che stabiliscono l’idoneità all’intervento è il sesso in quanto le cause che determinano la calvizie sono diverse tra uomo e donna e la percentuale delle donne operabili è molto più bassa. Un altro fattore determinante riguarda lo stadio di avanzamento della calvizie che, qualora dovesse trovarsi in una fase non ancora definitiva potrebbe portare ad una non riuscita del trapianto con la conseguente necessità che l’intervento debba essere ripetuto nel tempo.

L’ultimo aspetto che il chirurgo dovrà valutare è la qualità oltre alla superficie donatrice dalla quale dovrà prelevare i bulbi follicolari da impiantare nella zona ricevente che non dovrà necessariamente essere troppo vasta a fine di non creare un risultato innaturale di capelli comunque diradati. Tutti questi fattori influenzano in maniera determinante l’evoluzione tra prima e dopo l’intervento chirurgico.

Ogni paziente ha diritto ad essere correttamente informato sul normale decorso pre e post-operatorio e sui risultati che otterrà è solo grazie ad una corretta informazione è possibile non incorrere nella possibilità che l’autotrapianto di capelli possa non avere gli effetti desiderati sia in termini di aspettative che di riuscita vera e propria dell’intervento.

Un paziente correttamente informato sa come comportarsi in tute le fasi che seguiranno l’intervento dall’immediato fino ai 12 mesi successivi necessari per poter apprezzare il risultato definitivo dell’intervento. In questi mesi le fasi da affrontare sono leggermente differenti nelle modalità e nei tempi da persona a persona, ma sono tutte verificate ed è necessario affrontarle tutte fino ad arrivare all’atteso risultato che ridonerà al paziente una capigliatura che lo faccia sentire sicuro nei confronti di sé stesso e del mondo esterno.

Autore: Redazione
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